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Sabato 31 marzo 2012 si sono svolti a Lavagna (Ge) gli esami per il passaggio di grado. Gli atleti: Bordin Roberto ha conseguito il 3°(terzo) Dan. Zannin Luca ha conseguito il 2°(secondo) Dan. Maccagnan Mauro ha conseguito il 1°(primo) Dan. Testini Fabrizio ha conseguito il 1°(primo) Dan. Zanin Silvia ha conseguito il 1°(primo) Dan.

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Goshin Jitsu Academy

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Seminario estivo di Ju Jitsu metodo Goshin Jitsu.

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Iaido

I viene da IRU: ovvero esistere, AI da AWASERU: fondersi. IAI significa dunque unirsi nel duello con l'avversario, nella comunione indissolubile con l'arma: la spada. La spada (katana) si porta infilata nella cintura (OBI) con il filo verso l'alto; questa caratteristicha rende possibile una nuova maniera di sguainarla, effettuando il primo attacco con intendimento di uccidere l'avversario prima che possa mettersi in guardia.Viene in tal modo modificato il combattimento che si era svolto sino ad allora fra contendenti in guardia con le spade già sguainate (kenjitsu).

Alla fine del XIII secolo, nel periodo Kamakura, per la prima volta si parla di Iai Jitsu, alla pratica del quale i samurai dedicano buona parte del loro tempo; sguainare e rinfoderare la spada centinaia di volte ed eseguire migliaia di tecniche è ritenuto l'allenamento minimo per mantenersi in forma. Ogni famiglia crea una propria scuola codificando le tecniche di kata gelosamente custodite e tramandate di padre in figlio, da maestro ad allievo.Queste tecniche non potevano essere usate in battaglia, ma piuttosto si adattavano alla vita di tutti i giorni. Poteva capitare di essere assaliti mentre si mangiava, conversava, meditava o camminava tranquillamente per strada.In questi casi era senz'altro più utile la conoscenza dello IAI che non quella del Ken Jutsu (scherma giapponese), dato che gli scontri si risolvevano in pochi istanti e l'aggredito non aveva il tempo di mettersi in guardia. Da qui lo studio approfondito che tutti gli spadaccini del medioevo giapponese facevano dello IAI come tecnica di difesa nella vita di tutti i giorni.

Il principio fondamentale dello IAI è il " SAYA NO UCHI", cioè vincere senza sfoderare, dimostrare cioè una tale superiorità nei confronti dell'avversario da indurlo ad abbandonare la contesa ancora prima di averla iniziata. Se l'avversario decide invece di attaccare, allora bisogna anticiparlo e colpirlo prima che possa portare a termine la sua azione; lo spirito di chi viene attaccato deve essere pronto a colpire prima del nemico. Bisogna intuire l'azione dell'avversario prima che possa agire, bisogna capire che l'avversario ha deciso di attaccare, in giapponese si dice "SAKKI" e corrisponde ad una iniziativa non necessariamente visiva. Il samurai che aveva sviluppato il suo SAKKI non si faceva cogliere di sorpresa né alle spalle né al buio; egli  "sentiva" il nemico e la sua volontà di uccidere, e quindi lo colpiva prima.

L'EQUIPAGGiAMENTO

Lo IAIDO normalmente è praticato indossando una HAKAMA (pantaloni larghi a pieghe) e un REiKO GI (giacca da allenamento). Un IAI OBI (cintura per la spada) si indossa sotto i lacci dell'Hakama per tenere la spada a posto. L'hakama è di solito nera o blu scuro, ed il keikogi in colori assortiti o bianco. Una hakama bianca può essere indossata, ma di solito viene considerata un indumento estivo. Nell'abbigliamento non c'è alcuna indicazione del grado. Un ZEKKEN è indossato sul pettorale sinistro, per indicare il nome, il club o il paese, quando si partecipa a manifestazioni internazionali. Le spade utilizzate variano dal BOKUTO (spada di legno) per principianti, allo IAITO (spada da allenamento placcata in lega, smussata) per i più esperti.

L'ITER D'ALLENAMENTO

Dopo il riscaldamento e lo stretching comincia l'allenamento con la formula di apertura, la quale consiste nel KAMIZA NI REI (inchino al lato dei superiori), SENSEI NI REI (inchino all'istruttore) e al REI (inchino alla spada).

 

I KATA

Ogni Kata segue lo stesso disegno base di 4 sezioni:

NUKITSUKE (sfodero e taglio)

KIRIOROSHI (taglio principale a due mani)

CHIBURI (sgrondo del sangue)

NOTO (rinfodero).

All'interno di quest'ordine ci sono variazioni considerevoli. Le più comuni variazioni includono: Sferrare, in avanti, un colpo con l'elsa prima di estrarre, la spada, si tira poi indietro la saia, estraendo così la lama, e si colpisce allo stesso tempo dietro di noi. Tagliare nelle diverse angolazioni, tranne che orizzontalmente, ad esempio verticale dal basso, verticale dall'allo, etc. Voltarsi verso varie direzioni per tagliare gli avversari, o impostare la spada ed infilzare. Deviare un attacco avversario iniziale, invece di attuare il taglio ad una mano, poi eseguire immediatamente il taglio a due mani.

 

 
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