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Sabato 31 marzo 2012 si sono svolti a Lavagna (Ge) gli esami per il passaggio di grado. Gli atleti: Bordin Roberto ha conseguito il 3°(terzo) Dan. Zannin Luca ha conseguito il 2°(secondo) Dan. Maccagnan Mauro ha conseguito il 1°(primo) Dan. Testini Fabrizio ha conseguito il 1°(primo) Dan. Zanin Silvia ha conseguito il 1°(primo) Dan.

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Il Kenjitsu e la spada

Secondo il bushido, nei periodi di guerra le spade sono lo strumento mediante il quale il pensiero dei samurai si concretizza in azioni. I professionisti della guerra si impegnano quindi a perfezionarle, decorarle e definirne le norme d'uso affinché la loro bellezza esteriore ne rispecchi la nobiltà dell'impiego.

La spada simboleggia l'anima stessa del samurai e perciò è un oggetto sacro e prezioso. Solo ai samurai è consentito portare la sciabola lunga (katana) e quella corta (wakasashi). In coppia queste armi sono chiamate daisho.

La spada in Giappone è considerata come un Kami e per questo può dare la vita e dare la morte, quindi ha molti poteri soprannaturali.

Il Kojiki, il libro fondamentale dello scintoismo, narra che il dio Haya Susanoo, figlio del dio Izanagi, creatore insieme alla dea Izanami delle isole nipponiche, venne esiliato nella regione di Izumo dalle otto centinaia di decine di migliaia di dei. Qui, egli uccise un drago con otto teste per salvare una vergine offerta in sacrificio al mostro. Ucciso il drago, egli si affrettò a tagliarlo in pezzi con la propria spada, ma arrivato alla coda, non riuscì a troncarla, ed il filo della lama si intaccò. Aperta la coda per tuta la sua lunghezza, Susanoo vi trovò all'interno una grande spada che si chiamava Tsumugari, la ben affilata. Egli consegnò la spada alla dea solare Amaterasu la quale la diede al nipote Ninigi quando questi discese dal cielo per governare il Giappone. La spada fu inseguito ereditata dagli imperatori, il decimo dei quali, Suigin, la fece porre nel tempio di Ise. Il principe Yamato Takeru, figlio del quattordicesimo imperatore, preparandosi alla spedizione contro gli Ainu, si fece consegnare la Tsumugari e la portò con sé durante la campagna di guerra. Un giorno i nemici attirarono il principe in una prateria e diedero fuoco alle sterpaglie. Yamato Takeru falciò prontamente l'erba in fiamme (o fu la spada stessa a farlo per magia) creandosi cosi un varco. Da quel giorno la spada si chiamò Kusanagi no Tsurugi, la spada falciatrice di erba.  Essa è consegnata agli imperatori del Giappone il giorno della loro incoronazione, insieme allo specchio e alla gemma, simboli di Amaterasu e rappresentano i tre gioielli sacri del Giappone.

Sempre secondo la leggenda è al tempo dell'imperatore Mommu (697-698) che venne inventata la katana, destinata a diventare l'arma più usata dai guerrieri giapponesi e che nessun altro paese al mondo è mai riuscito a riprodurre. Le prime spade furono forgiate da cinesi e coreani, solo in un secondo tempo, IX secolo, con l'affermarsi della classe dei samurai il Giappone sviluppa una propria tecnologia di lavorazione dell'acciaio temperato.

Il fabbro era molto importante per la fabbricazione delle spade, era da lui che l'arma riceveva tutte le caratteristiche importanti e spirituali che ne caratterizzavano l'importanza, non occorreva solamente abilità tecnica del forgiare, ma il fabbro doveva possedere qualità spirituali che infondeva nella spada da lui costruita, non per niente il fabbro era spesso di nobile origine e doveva condurre un'esistenza pacata e dignitosa, quasi religiosa, attenendosi a precise regole comportamentali nel rito della creazione della katana. Ogni famiglia di forgiatori aveva delle tecniche personali che venivano tramandate in generazione in generazione. I figli dei samurai, invece, ricevevano in eredità, dopo la morte del loro padre, la sua katana, ma la poteva utilizzare solo dopo il quindicesimo anno d'età, i figli dei samurai prima dei quindici anni si potevano riconoscere perché portavano un altro tipo di spada, la mamori-gatana, che era più che altro un talismano che un'arma. Il samurai non si separava quasi mai dalle sue due spade, solo in occasioni speciali quali visite ed incontri o quando si recava nelle case da te,doveva per forza fare a meno della spada grande (katana), poteva però tenere la spada piccola (wakizashi) detta "la guardia del suo onore".

 

Il Kenjutsu è ritenuta un’arte combattiva. Comincia con la spada già sguainata con intento aggressivo.

Il Kenjutsu è considerato un bujutsu classico (arte di guerra o arte marziale) essendo stato codificato prima della riforma Meiji, che divide gli stili classici da quelli moderni.

I classici ryu del Kenjutsu tendono alla segretezza riguardo le loro tecniche e sono molto chiusi con gli stranieri. I ryu classici del Kenjutsu sono molto vicini all’addestramento classico dei guerrieri. Esempi di ciò sono lo Yagyu Shinkage Ryu e il Tenshin Shoden Katori Shinto Ryu .

L’abbigliamento

L’abbigliamento del Kenjutsu è quello tradizionale e consiste di Hakama, Keikogi e cintura. Nel Kenjutsu le cintura non hanno colore ma solo titoli: Deshi (studente, Renshi (istruttore), Kyoshi (insegnante) e Hanshi (maestro).

I kata

I Kata (forme di esercizio prestabilite) sono il modo usuale di imparare i movimenti richiesti. Inizialmente si pratica da soli, ma più tardi si eseguono dei Kata in coppia o anche in più di due. Lo strumento standard di esercizio può essere sia un Bokken (spada di legno) che lo Iai ( una spada a lama viva).

 
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